Thaïs o Perfido incanto (1917)

Thaïs o Perfido incantoThaïs o Perfido incanto è un film del 1917 diretto da Anton Giulio Bragaglia.
Il film non è tratto dal romanzo omonimo di Anatole France, che parla invece di una protomartire egiziana (come erroneamente riportato ad esempio sull’IMDb).

La trama si rifà alle torbide storie amorose del “diva-film” tipico dell’epoca.
La bellissima contessa russa Thaïs Galitzy è una perfida seduttrice di uomini sposati, che trascina sull’orlo della rovina. Quando seduce il marito della sua migliore amica, essa muore cadendo da cavallo (un suicidio?). Presa dal rimorso Thais finisce per uccidersi nella sua villa-labirinto.

Il film, sebbene non di spessore notevole per la sceneggiatura e la realizzazione, è di fondamentale importanza per l’impatto visivo ispirato al movimento futurista, anche nella generale moria di film creati da futuristi e associati.
Il pittore Enrico Prampolini disegnò infatti le scenografie della villa della contessa con un largo uso di forme geometriche ipnotiche e estetizzanti, basate sul forte contrasto bianco/nero, tra le quali sono frequenti le spirali, le losanghe, le scacchiere, le figure simboliche (gatti neri, mascheroni che sputano fumo, ecc.). Le scene dipinte spesso interagiscono con i personaggi, creando un mondo illusorio dove è difficile districare la realtà dalla finzione, l’oggetto reale da quello disegnato, la profondità vera da quella suggerita. Le fonti di ispirazione per Prampolini furono il Liberty (si pensi alle figure dei gufi) e l’arte simbolista, con le figure sinistre che sembrano oscuri presagi di morte.
Le visioni opprimenti e antinaturalistiche sembrano anticipare il cinema espressionista tedesco.

Thaïs o Perfido incanto


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