Randazzo Elio

Siracusa 1911 – Genova 2006

Fu lunga e intensa la sua vicenda artistica che si snoda per quasi un secolo.
Lungo il suo cammino intrecciò la propria storia con alcuni tra i principali protagonisti del mondo dell’arte. Non solo entrò in contatto con Filippo Tommaso Marinetti e Fortunato Depero, ma partecipò in maniera consistente e attiva alle esposizioni del Movimento Futurista, fu uno tra i fondatori dell’Aeropittura e partecipò alla prima mostra commemorativa della trasvolata di Italo Balbo.

Partecipò alla Seconda Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma nel 1935 e l’anno successivo alla XX Biennale di Venezia. Dal 1938espose alle Interprovinciali d’Arte, durante le quali ottenne diversi premi e riconoscimenti.

Frequentò per due anni la facoltà di Architettura di Roma, dove ebbe l’opportunità di essere allievo di Marcello Piacentini e del suo assistente Enrico Del Debbio, impegnati proprio in quegli anni nella realizzazione a Genova della nuova piazza della Vittoria.
L’interesse verso l’attività progettuale e decorativa rese costante la sua collaborazione con diversi architetti, da Vietti a Labò, da Zappa all’ingegner Falconi.

A questa attività affiancò con successo quella di illustratore e di grafico.
Dal 1946 al 1948 Randazzo, soggiornò a Buenos Aires, dove affinò le proprie conoscenze nel campo dell’applicazione serigrafica del disegno, anche su stoffa.
Al suo ritorno definitivo a Genova crebbe il suo interesse verso la grafica pubblicitaria, la decorazione, la moda femminile.

Randazzo, insieme al pittore Dino Gambetti, diede vita nel 1955, ad uno studio di grafica: lavorarono per la ditta genovese Impermeabili San Giorgio, per la quale realizzarono bozzetti, cartoline augurali, depliants, ecc.. e per la Società di Navigazione Italia per la quale Randazzo realizzò manifesti pubblicitari sperimentando l’uso dell’aerografo.
Fu maestro di un giovanissimo Lele Luzzati, amico di Emilio Scanavino e nel dopoguerra frequentò Lucio Fontana.

Nel 1960 espose al Premio “Nuovo Lido”. Vinse la medaglia d’oro della Provincia.
Nello stesso anno Interruppe la sua attività espositiva, la intraprese successivamente al 1987 per non interromperla più. Realizzò la sua prima mostra personale al compimento degli 80 anni.
Il carattere più straordinario della sua ricerca artistica, strettamente intrecciata con la vitalità della sua esperienza umana e caratterizzata, formalmente, da suggestioni futuriste, novecentiste e picassiane, resta la straordinaria longevità dell’ispirazione che negli ultimi anni, dopo il periodo di stasi, lo ha portato a rivivere una nuova felice stagione pittorica.

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