Mario Bètuda

Mario Bètuda

Mario Bètuda (Umberto Medici), giovane poeta nato a Ferrara e approdato alle “serate futuriste” della prima ora. Venne annoverato dal fondatore del Futurismo tra i “Grandi Poeti Incendiari! Fratelli Miei Futuristi!”e definito “uno dei più forti e originali” poeti di quel momento. È stato attivo il letterato e critico letterario e giornalista. Morì a Fucecchio nel 1943.


“LA DONNA DEL TRÌVIO” DI MARIO BÈTUDA

Conosco una donna da trivio. Giovane.
Forse non ha trent'anni;
ma che ha vissuto una lunga vita d'aiianni.
Si dona a chi paga, inerte: materia che vale quello che prende.
E' bella ed ha molti ammiratori,
che richiedono i suoi pagati favori.
Io la conobbi una nera sera di pioggia.
Ero triste sconsolato affannato.
Lo conobbe.
Mi mise una mano, lenta e calda fra i capelli,
e, che hai? mi disse. Sei mesto? Hai pianto? D'amore?
Ho pianto anch'io, tanto!
Da quella sera l'amai. L'amai di un amore
dolce soave pudico fraterno; che mi vive nel cuore
come una stella nel cielo oscuro: puro.
Non l'ho mai posseduta, né mai l'avrò,
ed ella m'è grata della rinuncia che fo.
Mi comprende.
Talvolta la bacio di un lungo bacio fraterno in mezzo la fronte.
Freme.
Dopo, mi guarda a lungo, e dentro l'occhio
— fonte dì un'anima sincera — trema e si ferma una lagrima.

E mi sorride mesta.: le sorrido.
E' una festa il mio sorriso al suo cuore.
E' una donnaccia da trivio, dicono.
Io vi grido in faccia, oneste che condannate,
che l'anima di quella donnaccia
vale l'anime vostre tutte, raccolte in una.
Voi aveste fortuna : ella non ebbe fortuna.